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Storia della Facoltà Teologica

La Facoltà Teologica del Collegio Internazionale dei Carmelitani Scalzi dei SS. Teresa di Gesù e Giovanni della Croce cominciò il suo cammino il 16 luglio 1935, data del decreto di erezione da parte della Sacra Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi.

Anche se a tenore dello stesso decreto la Facoltà era riservata agli alunni dell'Ordine, tuttavia essa impegnava profondamente i Superiori Maggiori dell'Ordine, le Autorità accademiche della Facoltà e gli stessi alunni per uno studio più serio e più approfondito nella ricerca scientifica teologica, per la formazione degli alunni, per il decoro e l'utilità dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi e, indirettamente, di tutta la Chiesa.

La Facoltà veniva eretta presso il Collegio Internazionale dei Carmelitani Scalzi, allora al Corso d'ltalia 39 a Roma. Il Collegio, dopo vari e infruttuosi tentativi, aveva iniziato definitivamente la sua attività il 14 novembre 1926, per decisione del Padre Generale dell'Ordine, Guglielmo di sant'Alberto (1878-1947), al fine di realizzare un voto del Capitolo Generale del 1925, che - a sua volta - ripeteva il desiderio del Capitolo Generale del 1920. Il Collegio aveva, quindi, soltanto nove anni di vita, ma aveva dato prova sufficiente di serietà negli studi teologici, oltre che nella formazione spirituale degli alunni di tutto l'Ordine. Il corso teologico fin dall'inizio veniva espletato in un quinquennio, non solo per concedere più spazio alla maturazione scientifica degli alunni, ma anche per venire incontro alle esigenze della loro vita di orazione e della loro formazione spirituale. Si trattava infatti di valori che dovevano armonizzarsi e integrarsi a vicenda. In fatto di studi ecclesiastici si seguivano fedelmente le direttive della S. Sede, specialmente quelle della Costituzione Apostolica Deus scientiarum Dominus e delle successive Ordinationes che avevano profondamente ristrutturato gli studi ecclesiastici delle Università e delle Facoltà ecclesiastiche.

Gli Statuti della nuova Facoltà conservarono - unici fra le Facoltà teologiche - il quinquennio per il grado di Licenza e un sesto anno per il grado di Dottorato in Sacra Teologia. Questa norma venne costantemente seguita fino alla revisione degli Statuti promossa dal Concilio Vaticano II.

Nel decreto di erezione della Facoltà si parla di tre gradi accademici, cioè Baccalaureato, Licenza e Dottorato, da conferirsi dalla Facoltà. Tuttavia ignoriamo i motivi per cui gli Statuti del 1935 parlino solo del grado di Licenza e del Dottorato, e non accennino neppure al grado del Baccalaureato[1]. La facoltà di concedere anche il Baccalaureato venne concessa esplicitamente dalla Santa Sede il 25 marzo 1957 e rinnovata il 20 luglio 1960.

Come si giunse alla concessione della Facoltà da parte della Santa Sede? Diverse furono le cause che mossero i Superiori a formulare la richiesta.

Il corso teologico era svolto nel Collegio, anche senza avere il rango accademico, secondo le norme della Costituzione Deus scientiarum Dominus. Il quinquennio teologico veniva concluso con un elaborato scritto (simile all'attuale tesina) che dimostrava la capacità dell'alunno a proseguire gli studi. La Santa Sede inoltre insisteva sulla necessità dei gradi accademici per l'insegnamento superiore nei centri ecclesiastici. Fu così che i Superiori dell'Ordine decisero di chiedere alla Santa Sede di riconoscere al quinquennio teologico del Collegio il titolo di Licenza in Sacra Teologia, titolo che nelle altre Facoltà veniva concesso dopo un quadriennio. Perciò alla fine dell'anno scolastico 1932-1933 i Superiori domandarono occasionalmente che qualche alunno, che stava per ultimare il quinquennio, potesse frequentale l'anno successivo le lezioni del Pontificio Istituto Biblico come uditore ordinario. Ma per esservi ammessi occorreva il grado di Licenza.

Alla richiesta dell'Ordine, il Card. Gaetano Bisleti, Prefetto della Sacra Congregazione dei Seminari e delle università degli Studi (come si chiamava allora la Congregazione per l'Educazione Cattolica), rispondeva di essere pronto a concedere al Collegio la facoltà di conferire i gradi accademici.

L'offerta giunse inaspettata. Verso la fine dell'anno scolastico 1934 la proposta venne discussa fra i Padri responsabili del Collegio e si decise di accettarla.

Per un anno le trattative furono molte e spesso difficili; ma la buona volontà di tutte e due le parti concluse positivamente lo sforzo.

Il Padre Rettore, Anselmo di sant'Andrea Corsini, venne incaricato di redigere gli Statuti, alla cui stesura concorse non poco l'opera del Card. Raffaello Carlo Rossi, O.C.D., Segretario della Sacra Congregazione Concistoriale e Protettore dell'Ordine. Nella seconda metà di agosto del 1934 venne presentata alla Sacra Congregazione una prima redazione degli Statuti, accompagnati dalla richiesta ufficiale della Facoltà fatta dal Padre Generale e indirizzata al Santo Padre Pio XI. Il libellus si concludeva con alcune parole commendatizie del Card. R. C. Rossi e conteneva pure una breve storia del Collegio, due testi di tesi elaborate dagli alunni e un elenco dei Padri ritenuti idonei all'insegnamento.

In data 5 settembre 1934 il Card. G. Bisleti rispondeva al P. Generale. La lettera nutriva una fondata speranza, certa spes, di poter aprire la Facoltà coll'anno accademico 1935-1936, richiedeva però ulteriori informazioni circa l'applicazione di alcune norme della Costituzione Apostolica Deus scientiarum Dominus e delle annesse Ordinationes. Queste norme riguardavano non tanto gli Statuti in se stessi, quanto la preparazione ginnasiale e liceale degli alunni. L'Ordine rispose in data 20 settembre presentando il programma degli studi seguiti nell'Ordine secondo le lnstructiones pro domibus studiorum OCD del 1932.

La Santa Sede non si accontentava di questa risposta, ma desiderava conoscere il programma di studi delle singole nazioni. "Ardua sane res - dice il cronista - ob nimis varium et, in genere, defectuosum Provinciarum agendi modum". Fu questo il principale ostacolo da superare per l'erigenda Facoltà, ostacolo che sembrava mettere in pericolo tutto il negoziato. Più di una volta i Superiori pensarono di desistere dall'impresa. Ma l'ininterrotta buona volontà dello stesso Card. Bisleti dava nuova fiducia per proseguire.

Venne perciò attentamente esaminato il programma degli studi nelle varie nazioni e il 18 dicembre fu data alla Sacra Congregazione una risposta più esauriente, mettendo in risalto soprattutto quelle Provincie dell'Ordine ove il programma degli studi veniva meglio ordinato.

Due mesi dopo, il 27 febbraio 1935 il Card. G. Bisleti faceva conoscere le osservazioni sugli Statuti e voleva che "venissero emendati e di nuovo presentati per l'esame" alla Sacra Congregazione.

Le "Osservazioni" di ben 15 fogli dattiloscritti contenevano rilievi circa gli studi classici, la preparazione filosofica e il corso accademico di Teologia. Seguivano poi altri punti sui singoli numeri degli Statuti.

La risposta dell'Ordine venne il 13 marzo 1935. Le difficoltà erano soprattutto per gli studi ginnasiali e filosofici. Ma avendo conosciuta la volontà della Santa Sede al riguardo, l'Ordine si assumeva l'incarico di eseguire fedelmente il programma circa gli studi ginnasiali e liceali e di interdire l'accesso alla Facoltà e quindi ai gradi accademici a quegli alunni che non avessero dato almeno otto anni agli studi medio-classici. E tali norme vennero inserite negli Statuti[2].

La risposta piacque alla Sacra Congregazione che il 7 maggio 1935 poteva comunicare che il Santo Padre aveva accettato l'erezione della Facoltà Teologica presso il Collegio Internazionale dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi.

In data 11 maggio 1935 la Sacra Congregazione esigeva ancora alcuni emendamenti agli Statuti; ma il 16 maggio annunciava la felice conclusione della pratica. Gli Statuti infatti recano la data di approvazione del 16 maggio 1935, Il documento ufficiale della erezione venne esattamente due mesi più tardi, e cioè il 16 luglio 1935, giorno sacro alla Commemorazione solenne della Madonna del Carmine.

Inserita nel Collegio Internazionale dei Carmelitani Scalzi, la Facoltà seguì le alterne vicende dello stesso Collegio. Così per esempio, durante il periodo della seconda guerra mondiale (1939-1945) l'attività del centro venne interrotta quasi completamente. L'impossibilità di avere studenti dall'estero ridusse al minimo il numero degli alunni e dei professori. Tutta l'attività ne soffrì.

Ma passata la bufera, la vita ritornò sia per gli alunni che per il corpo docente. La vecchia sede della Facoltà in Corso d'Italia apparve troppo piccola e insufficiente per le nuove esigenze dell'attività scientifica di una Facoltà e per il raccoglimento della vita interiore.

Fu così che il Padre Generale dell'Ordine, Silverio di santa Teresa (1878-1954), uomo di grande talento scientifico e di profonda vita interiore, proseguendo e attuando il piano del suo immediato predecessore morto tragicamente in un incidente automobilistico in America, P. Pier Tommaso della Vergine del Carmelo (1896-1946), curò la costruzione del nuovo e ampio Collegio Internazionale presso la Villa Pamphili vicino alla Basilica di san Pancrazio, cara alla tradizione dell'Ordine perché aveva vicino a se il primo grande Seminario delle missioni dell'Ordine fin dall'inizio del secolo XVII e che era stato restaurato nel 1935. Il nuovo ambiente venne dotato di più ampi locali e di una ricca Biblioteca: elementi indispensabili per la vita e lo studio degli alunni ora notevolmente aumentati.

Il trasferimento avvenne nell'ottobre del 1954, ma l'inaugurazione solenne si ebbe solo nell'aprile del 1955 alla vigilia della celebrazione del Capitolo Generale, nel quale era eletto Generale il Padre Anastasio del SS. Rosario, che, continuando la scia dei suoi predecessori, curò con particolare attenzione la vita spirituale e accademica della Facoltà.

Nel 1960 la Facoltà ricordava solennemente il XXV della sua erezione. Una lettera di Giovanni XXIII e del Card. Domenico Tardini, Segretario di Stato, manifestarono l'amore della Chiesa per la Facoltà. Il Card. Fernando Cento, Protettore dell'Ordine, pronunciava per l'occasione il discorso commemorativo il 24 novembre 1960, alla presenza di numerosi Cardinali e Vescovi, dei Superiori maggiori dell'Ordine, di rappresentanze di altre Facoltà romane e di tutti gli alunni della Facoltà. Ne uscì un fascicolo commemorativo[3].

Il 23 maggio 1963, a coronamento sia del XXV anniversario della vita della Facoltà che del IV centenario della Riforma carmelitana, lo stesso Santo Padre Giovanni XXIII, accogliendo l'istanza del Gran Cancelliere, decorava col titolo di Pontificia la Facoltà Teologica. Il titolo riconosceva ufficialmente il lavoro scientifico della Facoltà e caratterizzava meglio la fisionomia ecclesiale degli studi che vi si compivano, in particolare quelli della spiritualità.

Col 1968 inizia un nuovo periodo della vita della Facoltà. Come tutte le Facoltà ecclesiastiche, anche la nostra, in ossequio alle direttive della Santa Sede, compie una profonda revisione dei suoi Statuti. Nel 1970 presenta alla Sacra Congregazione per l'educazione cattolica gli Statuti rinnovati. Opportunamente revisionati in seguito alle osservazioni del dicastero romano, essi verranno approvati il 12 marzo 1973 "ad tempus et experimenti gratia". I nuovi Statuti ammettono l'esistenza della duplice specializzazione in Antropologia Teologica come specializzazione propria della Facoltà e in Spiritualità ottenuta mediante l'Istituto di Spiritualità.

Colla pubblicazione, infine, della Costituzione Apostolica Sapientia Christiana del 15 aprile 1979 e delle successive Ordinationes del 29 aprile dello stesso anno, gli Statuti vennero nuovamente riesaminati. Il 15 ottobre 1982, data del IV centenario della morte di santa Teresa di Gesù, contitolare della Facoltà insieme a san Giovanni della Croce fin dagli inizi della sua esistenza, vennero nuovamente approvati "ad triennium" con la duplice specializzazione. In questa occasione fu pure semplificato il titolo ufficiale della Facoltà: "Hoc ecclesiasticorum studiorum centrum deinceps PONTIFICIA FACULTAS THEOLOGICA TERESIANUM appellabitur".

Con tale titolo si vuole esprimere meglio la complessità e la varietà degli studi ecclesiastici che il Teresianum promuove in diversi settori della teologia e della cultura cattolica.

Note
[1] Il numero 3 degli Statuta Facultatis Theologicae Collegii Internationalis SS. Teresiae a Iesu et Ioannis a Cruce Ordinis Carmelitarum Discalceatorum Romae, 1936, dice: Gradus academici qui conferuntur sunt: Licentia et Laurea (p. 7).

[2] Ecco alcune norme degli Statuti:
Art. 32: Ut quis Religiosus in Facultatem ut Auditor, sive ordinarius sive extraordinarius, adscribi possit, requiruntur Litterae testimoniales Superioris Provincialis e quibus constet:
a) ...
b) de studiis mediis classicis iuxta art. 13 Ordinationum Sacrae Congregationis de Seminariis et Studiorum Universitatibus ad Constitutionem Apostolicam "Deus scientiarum Dominus" rite peractis:
c) de curriculo philosophico legitime ac feliciter absoluto, iuxta art. 16 Ordinationum, de quibus supra, ac de praescriptis examinibus superatis;
d) ...
Art. 33: § 1: Si documenta allata ad probandum curriculum medium studiorum classicorum rite peractum non sufficere censentur, ius esto Facultati imponendi examen candidato.
§ 2: ...
§ 3: Curtus biennalis philosophiae pro admissione in Facultatem non sufficit, nisi agatur de cursu speciali unice materias philosophicas complectente, studiis classicis prius omnino absolutis. (Cf. Statuta Facultatis... pp. 15-16).

[3] Cf. La Facoltà Teologica dei Carmelitani Scalzi nel suo XXV (senza paginazione e senza data), cm. 28 per 21.

 

L'Istituto di Spiritualità

La Facoltà procedeva a ritmo sostenuto, quando un nuovo fatto culturale venne ad incidere profondamente sulla sua organizzazione: l'erezione dell'Istituto di spiritualità nel 1957. Fu il maggior salto di qualità che il Teresianum fece, a causa dell'importanza che tale Istituto è andato prendendo nel campo della ricerca e della cultura teologica, apportando notorietà e stima alla stessa Facoltà Teologica.

La creazione dell'Istituto era per il Carmelo Teresiano un fatto "inevitabile", un po' come il frutto che viene dalla pianta. In tutti i documenti che la Santa Sede ha indirizzato all'Ordine e in particolar modo alla Facoltà, il motivo ricorrente è l'impegno nel coltivare il campo della spiritualità, a livello scientifico e culturale, con gli scritti e con l'insegnamento. La luce di Teresa di Gesù e di Giovanni della Croce è troppo vivida e splendente per poter rimanere nascosta.

Il Padre Gabriele di S. Maria Maddalena (morto nel 1953) con le conferenze e i corsi di spiritualità aperti a tutti e molto apprezzati, aveva posto, in un certo senso, le premesse, suscitando in tutti una più viva coscienza dell'importanza dell'argomento e nello stesso tempo suscitando l'interesse del pubblico. Il Capitolo Generale del 1955 aveva proposto che nel Collegio Internazionale venisse istituito uno speciale tirocinio di almeno un anno, in cui gli alunni dell'Ordine; dopo gli studi teologici o dopo alcuni anni di ministero e di insegnamento, potessero ricevere una formazione più approfondita nella spiritualità del Carmelo e così potessero impegnarsi con più frutto nell'apostolato. Non mancavano difficoltà oggettive, forse un po' ingrandite dall'incertezza: soprattutto si sentiva il bisogno di professori specializzati. Ma il Padre Generale dell'Ordine, Anastasio del SS. Rosario, assecondando la proposta del Capitolo e superando con coraggio le prospettate difficoltà, procedette all'apertura di tale tirocinio per gli alunni dell'Ordine il 16 ottobre 1957, alla presenza del Card. Adeodato Giovanni Piazza O.C.D., Protettore dell'Ordine, il quale nella seduta inaugurale patrocinò l'iniziativa e formulò i suoi voti di miglior successo. Fin dall'inizio tale corso di studi di spiritualità venne chiamato Istituto di spiritualità, anche se di fatto il Capitolo Generale lo chiama così solo nel 1961, mentre la Santa Sede già dal 1959, chiedendone ufficialmente l'apertura anche ad alunni che non erano dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, di fatto lo riconosce come tale.

Le cose andarono meglio di quanto si pensasse. Infatti, solo due anni dopo, il 5 maggio 1959, la Sacra Congregazione dei Religiosi insistette perché il centro venisse aperto "anche ad alunni non appartenenti all'Ordine, per estenderne la benefica influenza". L'Ordine accettò subito l'invito. La Sacra Congregazione dei Religiosi in data 23 luglio 1959 dava il suo nulla osta ufficiale perché l'Istituto di spiritualità fosse aperto "non solo agli alunni O.C.D., ma anche ad altri sacerdoti, ai chierici e religiosi, religiose e laici". L'Istituto strutturato come scuola interna ma pubblica seguiva le norme della Costituzione apostolica Sedes Sapientiae di Pio XII del 1956. Al termine del corso veniva dato un diploma attestante gli studi compiuti. I corsi vennero suddivisi subito in due sezioni: quella in lingua latina, più approfondita, per i sacerdoti; e quella di cultura, in lingua italiana, per gli altri. Approvato ad experimentum per un triennio, l'Istituto riceveva l'approvazione definitiva il 10 dicembre 1963.

L'8 settembre 1964 la Sacra Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi, su richiesta del Preposito Generale dell'Ordine e Gran Cancelliere della Facoltà, inseriva l'Istituto nella Pontificia Facoltà Teologica dei SS. Teresa di Gesù e Giovanni della Croce, e lo elevava al rango accademico concedendo che gli alunni licenziati in Sacra Teologia, dopo un biennio di specializzazione, potessero ottenere il Dottorato in Sacra Teologia con specializzazione in Teologia spirituale. Chi invece non aveva il grado di Licenza, dopo gli studi a norma degli statuti, otteneva o "il diploma di magistero in Teologia spirituale", o "il diploma di perizia in Teologia spirituale". L'Istituto avrebbe dovuto avere la sua struttura accademica: un Moderatore, direttamente responsabile sotto l'autorità del Preside della Facoltà, un Consiglio e un Segretario.

Si preparava così il terreno al biennio di specializzazione che la riforma degli studi ecclesiastici renderà obbligatorio per tutte le Facoltà dopo le applicazioni delle direttive del Concilio Vaticano II.

L'Istituto sin dall'inizio era quindi aperto a tutti, anche nel settore accademico, pure ai laici in possesso dei necessari titoli di studio. La Facoltà invece rimaneva ancora riservata agli alunni dell'Ordine.

L'Istituto è andato sviluppandosi sempre più in tutti questi anni per la specializzazione dei professori, per il numero degli alunni e per la produzione scientifica. Anzi tra gli anni 1970-1980 esso, in quanto istituzione accademica, procedette a pieno ritmo con un buon numero di alunni, divisi nella duplice sezione accademica e di cultura. In questo lasso di tempo, però, per circostanze particolari il numero degli alunni appartenenti all'Ordine diminuì e per un biennio il ciclo teologico istituzionale venne addirittura sospeso. In questo decennio, infatti, non sono mancate nelle vicende storiche del Teresianum alcune ombre. Nella crisi generale seguita al Vaticano II e nell'approfondimento di tante idee, proposte, suggerimenti ed esperimenti, si avvertì - come in tutte le Facoltà ecclesiastiche di Roma - un calo crescente di alunni, specialmente per i corsi generali di Teologia. Le Autorità dell'Ordine esaminarono il problema e cercarono di vedere più a fondo la situazione. Di conseguenza si ebbe una sospensione di due anni dell'invio degli alunni per tali corsi. Infine, ristrutturata opportunamente l'organizzazione educativa, i corsi furono riaperti, secondo le nuove indicazioni degli studi per il ciclo teologico istituzionale.

L'Istituto di spiritualità per un decennio assicurò la funzione accademica della Facoltà teologica. Fin dall'inizio l'Istituto era organizzato in due sezioni, accademica e di cultura. Con i nuovi Statuti la sezione accademica è riservata agli alunni che, terminati gli studi teologici comuni o in possesso del Baccalaureato conseguito in una Facoltà Teologica, desiderano conseguire i gradi di Licenza e di Dottorato in Teologia con specializzazione in Spiritualità.

La sezione di cultura, invece, è destinata a tutti coloro - sacerdoti, religiosi e laici - che desiderano una solida formazione personale per realizzare la propria vocazione e missione nella Chiesa. Il corso può svolgersi in uno o in due anni, secondo programmi ben definiti. A conclusione degli studi, e superati i relativi esami, nella sezione di cultura viene rilasciato il Diploma in Teologia spirituale.

Una caratteristica della sezione culturale è la Settimana di spiritualità che dal 1960 si tiene tutti gli anni all'inizio della Quaresima e le cui lezioni vengono annualmente pubblicate nella Collana "Fiamma viva" delle edizioni del Teresianum.

Specializzazione in Antropologia Teologica
Nel 1968 la Sacra Congregazione per l'Educazione cattolica (che sostituiva con nuova denominazione la Congregazione dei Seminari e delle Università degli Studi), inviò a tutte le Università ecclesiastiche e Facoltà teologiche del mondo il fascicolo Normae Quaedam ad constitutionem apostolicam 'Deus scientiarum Dominus' de studiis academicis ecclesiasticis recognoscendam. In tali Normae Quaedam venivano dati alcuni principi e indicate alcune linee direttive generali su cui le Facoltà avrebbero dovuto rivedere i propri Statuti e preparare così una nuova Costituzione pontificia sugli studi accademici.

In particolare veniva stabilito che il curriculum degli studi di ogni Facoltà teologica si articolasse in tre cicli: ciclo istituzionale, ciclo per la licenza e ciclo per il dottorato. Il ciclo istituzionale avrebbe dovuto limitarsi ad una sintetica iniziazione alle discipline teologiche: il ciclo per la licenza avrebbe dovuto "specializzare" gli alunni in aliqua sectione disciplinanlm; il ciclo per il dottorato sarebbe servito per la tesi. Il primo sarebbe durato un triennio; il secondo un biennio e il terzo un congruum temporis intervallum.

Il documento della Santa Sede obbligò la nostra Facoltà ad un profondo esame di tutta la situazione, tenendo conto di due fattori: primo che la Facoltà avrebbe potuto essere aperta etiam laicis utriusque sexus; secondo che l'Istituto di spiritualità, già aperto a tutti, avrebbe dovuto situarsi in un nuovo rapporto colla Facoltà.

Dopo un attento esame della situazione, la Facoltà optò, nella prima redazione degli Statuti del 1970, sia per l'apertura della Facoltà a tutti e non solo agli alunni O.C.D., sia per la creazione di una specializzazione chiamata sectio communis Theologiae, sia per il mantenimento dell'Istituto di spiritualità nella duplice sezione accademica e di cultura, aprendolo però a tutti gli alunni che avessero avuto il Baccalaureato in Teologia. Veniva perciò avanzata la richiesta di una licenza in Teologia spirituale dopo il biennio previsto dalle Normae Quaedam.

Le osservazioni della Santa Sede, in data 9 febbraio 1972, agli Statuti della Facoltà, contenute in quattro fogli dattiloscritti, furono molto precise. In particolare la Santa Sede osservava: "Il problema principale che si pone è se non convenga che l'Istituto di spiritualità sia assorbito dalla Facoltà medesima, la quale assumerebbe così una fisionomia più caratteristica. Tutta la Facoltà riceverebbe questa eminente nota caratterizzante. I vantaggi di questo assorbimento sarebbero molteplici e darebbero alla Facoltà medesima prestigio e rinomanza mondiali". La Santa Sede citava in proposito il caso del Marianum che aveva fatto tale scelta, e che operando tale cambiamento era stata liberata dalla "riserva". Se la nostra Facoltà avesse fatto tale scelta, anche la riserva della Facoltà agli alunni O.C.D. sarebbe immediatamente cessata. Inoltre la Santa Sede invitava la Facoltà ad esaminare attentamente se si sentisse veramente in grado di organizzare due specializzazioni: l'una in teologia dogmatica e l'altra in teologia spirituale, tenendo conto delle esigenze richieste dal concetto stesso di specializzazione e delle disponibilità odierne della Facoltà.

Sembrava che le parole della Santa Sede suggerissero una soluzione a senso unico, dato che chiamava "auspicata l'ipotesi dell'assorbimento dell'Istituto da parte della Facoltà". Bisogna riconoscere che la questione venne nuovamente e vivacemente discussa: si provava pure una certa perplessità e un certo timore nello scegliere una seconda specializzazione. Tuttavia alla fine si fece una scelta, che bisogna chiamare coraggiosa. Pur di salvare la caratteristica dell'Istituto di spiritualità, si optò per una seconda specializzazione, quella dell'Antropologia teologica. Essa veniva considerata un arricchimento per lo stesso Istituto di spiritualità. A Roma inoltre fra tutte le specializzazioni non ne esisteva una uguale. Si pensò quindi che con questa scelta si sarebbe potuto essere utili anche ad alcuni di altri istituti ecclesiastici romani.

Gli Statuti quindi vennero ricorretti con questa impostazione. L'anno successivo, il 12 marzo 1973, la Sacra Congregazione approvava gli Statuti "ad tempus et experimenti gratia".

Il 15 aprile 1979 usciva la tanto attesa Costituzione Apostolica Sapientia Christiana di Giovanni Paolo II circa le Università e le Facoltà Ecclesiastiche, con le annesse Ordinationes del 29 aprile dello stesso anno della Sacra congregazione per l'Educazione Cattolica. Gli Statuti vennero nuovamente aggiornati alle direttive della Santa Sede e verso la fine del 1980 vennero consegnati all'esame della competente autorità. Il 12 marzo 1982 la Sacra Congregazione approvava gli Statuti però da interpretarsi alla luce delle osservazioni della medesima Congregazione annesse al decreto di approvazione. Le osservazioni di ben 16 fogli dattiloscritti richiesero ulteriori precisazioni per la stesura degli Statuti che attualmente reggono la Facoltà del "Teresianum". Essi furono approvati per un triennio.

Frattanto nel 1981 aveva preso avvio anche la specializzazione di Antropologia Teologica, con buone prospettive per il futuro.

La struttura accademica della Facoltà appariva così al completo in tutte le sue componenti.


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