| Home | Te Deum Laudamus | Prima Pietra | Presa di Possesso | Inaugurazione | Statistica | Fotografie | Eventi | In Dialogo |

Descrizione della "nuova sede"

Su "Cor Unum" del 1955 appariva, per la penna di P. Filippo della Madre di Dio (futuro P. Generale, P. Felipe Sainz de Baranda), questa presentazione del nuovo Collegio e dello stato dei lavori, che si avviavano verso il completamento delle rifiniture.

L'undici ottobre 1954, per la prima volta dormiva un gruppo di studenti sotto l'accogliente tetto del nuovo Collegio, divenuto ormai una realtà "vivente". Da quel giorno incominciarono ad arrivare ininterrottamente nuovi ospiti, tutti con lo stesso desiderio nel cuore: vedere ed abitare il nuovo Collegio. Quanti "ex" sono rimasti con questo desiderio inappagato?... A tutti sono rivolte queste informazioni, scritte in un silente tramonto romano da una camera del terzo piano, affacciata sul ridente paesaggio della verde e riposante Villa Doria Panfili.

Intendo solamente parlarvi dello stato attuale del nuovo Collegio.

E comincerò col mettervi dinnanzi allo sguardo le cose più incompiute o più imperfette, secondo l'assioma aristotelico dal "minus perfectum ad magis perfectum". In questo genere di esseri non ancora arrivati alla perfezione sono la facciata, la cappella, l'Aula Magna, la cucina e qualche altra parte più secondaria. Si tratta soltanto di imperfezioni: niente di grave.

Ciò che dà prima nell'occhio è la facciata che non ha ancora ricevuto l'ultima mano, che la farà diventare perfetta; sarà una faccia un po' seria e ascetica. Presentemente è rivestita fino ai ponti, alla cui altezza si delinea per tutta l'estensione una cornice di travertino che l'abbellisce. Aspettiamo un po' per poter dare una descrizione completa e reale. Il Campanile che si erge solitario sulla facciata, come una sentinella sempre ferma al suo posto, è ormai arricchito di due campane, ma deve ancora arrivare l'orologio elettrico.

 

Ultime rifiniture:   01     02     03

 

Ed è curioso che proprio la facciata, che si può ritenere la testa del grandioso edificio, venga a costituirsi ente per ultima, perché se fate un giretto completo, troverete con gioia, che tutte le altre parti all'esterno sono completamente finite: e sono belle.

Mentre fate questo giretto, sia recitando devotamente il breviario o per scambiarvi alcune impressioni metafisiche, non mancherete di provare un delizioso piacere nel camminare. C'è infatti un viale asfaltato, largo, splendido, che percorre all'intorno tutto il collegio, anche davanti alla facciata, dove anzi si fa più largo, allungandosi come due braccia fino alla facciata esterna, la quale è ancora un ente potenziale.

Altre due parti molto arretrate sono la cappella e la cucina, due cose importantissime per la vita di un religioso. Dal di fuori potete vedere la cappella: grande (56 x 11,50, prestando fede alle statistiche del P. Giuseppe Vincenzo) e luminosa. Il soffitto e le pareti sono ormai completate; in questi giorni sarà terminato anche il pavimento. Mancano l'altare maggiore e le vetrate. Restano da finire la sacrestia e il coro.

La cucina è stato un affare serio. Il refettorio è pronto: adesso stanno dando l'ultimo ritocco. Sotto la cucina fanno adesso la camera frigorifera.

Spingiamoci fino all'Aula Magna. La vediamo sbirciando dalle finestre perché è impedito il passo: il soffitto e le pareti sono completamente finite; restano da rivestire i 23 gradini ormai fatti. Non so come saranno i sedili, ma è veramente bella, o meglio, magnifica. E' forse una delle più belle cose del Collegio.

Lasciamo le altre cose di minore importanza, evitiamo anche di scendere al piano terreno, benché sia interessante vedere l'enorme impianto del riscaldamento.

Andiamocene subito alle cose perfette. Saliamo al 3° piano. Tutto è fatto. Corridoi spaziosi, ben pavimentati, camere nelle quali si studia senza volere o si vuole studiare senza potere per il panorama che vi si gode; armadi grandiosi... e soprattutto vedrete molti studenti, buoni, raccolti, sempre con i libri sotto il braccio.

Se avete la curiosità di vedere la camera di uno studente, bussiamo a una porta. Sentiamo il rumore della sedia; uno studente si alza da un profondo sonno metafisico. La porta è fine ed elegante. Sulla destra c'è un armadio, sul quale s'innalza uno scaffale (quanta scienza almeno nei libri!!!). Se avete la vista buona, troverete un po' nascosto dall'armadio, il lavamani. Sulla sinistra un letto carmelitano, povero, in questa stagione protetto dalla coperta imbottita, ma molto accogliente e sempre tanto desiderato.

Al capezzale c'è una lampada molto pratica. All'estremità del letto, all'altezza di m. 2 sta l'attaccapanni per gli abiti, cappa ecc. Più in là il tavolo di lavoro, pieno di libri e di carta; e infine un'ampia finestra moderna che serve da osservatorio per il meraviglioso quadro di orizzonti verdi e azzurri, aperti e luminosi, dei bei tramonti... troppo belli per studiare!

Benché con diverse visuali e diversi sfondi, tutte le camere sono ordinate allo stesso modo. Le camere dei professori hanno di speciale un armadio un po' più grande.

Il 2° piano, nella parte destinata alle camere, cioè l'ala destra, è come il terzo piano. Devono finire completamente le parte d'ingresso e i parlatori.

Passando all'altra ala, troviamo la biblioteca, piena di libri e con scaffali moderni in ferro, illuminatissima, e la magnifica sala di lettura, ampia e piena di sole, con due magnifici scaffali per esporre le riviste che arrivano, ed altri due per quelle che sono state ritirate; e con due modernissimi schedari. Fra la biblioteca e la sala di lettura ci sono tre stanze da lavoro per i bibliotecari.

Sotto al primo piano, ci sono le aule: perfette. Ve ne possono parlare coloro che le visitano ogni giorno, e molte volte.

Un'altra cosa perfetta è la Cripta, che si stende sotto la Cappella. Molto raccolta! Coi suoi 34 altarini e rispettive cappelle, dà un'impressione veramente mistica. L'altare maggiore è bellissimo: tutto di marmo rosso. Soltanto mancano le vetrate delle finestre.

Altare della Cripta:   01

Come vedete, il Collegio è quasi finito, ma non è finito. Ciò che resta da fare sono piuttosto cose piccole, dettagli, sfumature. Presto tutto sarà a posto.

Voi ci domanderete: come si svolge la vita di comunità? Questo certamente è la cosa più interessante. Nel primo mese, cioè nel mese di novembre, l'orazione, le messe cantate, le funzioni etc. si facevano nel Refettorio del Nuovo Collegio. Ma qui io penso anche i più infuocati cherubini avrebbero sentito freddo. Allora si effettuò una nuova organizzazione di vita. Fin dall'inizio siamo divisi in due Refettori nel vecchio Seminario delle Missioni. Tutti e due nel piano inferiore: quello noto destinato ai PP. Conventuali, agli esterni, al 5° Corso e ai fratelli, e un altro di fronte (vecchia biblioteca) per gli studenti interni sotto la presidenza del Vicerettore e di tre soci. Poi fecero due cappelle: una, quella esistente, per la Comunità, e un'altra, occupando la sala del bigliardo, separata dalla prima da un piccolo corridoio, destinata agli studenti interni. In questa si svolge la recita dell'ufficio divino. Le messe cantate e le funzioni si fanno in quella della comunità, a porte aperte, con due cori e in mezzo i cantori con il direttore. Vi dico che ci riusciamo. C'è però un male: per arrivare dalle camere più lontane ci vuol tempo e gambe buone.

La vita del Collegio quest'anno ha acquistato un'intonazione speciale: un'intonazione operaia. Il nostro spirito si rafforza ogni giorno più e diventa sempre più resistente al contatto col lavoro delle macchine e degli operai. Ma siamo contenti.

 

Copyright© 2004 - Pontificia Facoltà Teologica Teresianum - Piazza San Pancrazio, 5/A - 00152 Roma - Tel. 06 58540248