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Inaugurazione della nuova sede

Per rivivere l'avvenimento, ricorriamo ancora al cronista dell'epoca, che così presenta agli ex-collegiali su "Cor Unum" lo svolgimento e le emozioni della giornata.

La cerimonia dell'inaugurazione ufficiale del "nuovo Collegio" viene fissata dai nostri Superiori Generali per la fine del mese di Aprile 1955 per due ragioni precipue: prima di tutto perché i lavori di completamento e rifinitura sia della Cappella sia di molte altre parti dell'edificio si trovavano, all'inizio dell'anno scolastico, assai arretrati ancora, e si sperava che, nonostante la loro eccessiva lentezza - di cui coloro che stavano quotidianamente e impazientemente a guardare non sapevano spiegarsi il perché - venissero portati a compimento per quella data; e poi perché la dedicazione venisse effettuata alla presenza di tutti i PP. Provinciali dell'Ordine e dei loro rispettivi Soci, che a quella data dovevano trovarsi in Roma per la celebrazione del Capitolo Generale.

La giornata del 24 si iniziò con una Messa prelatizia, celebrata all'altare principale della cripta - che era stata benedetta e inaugurata due giorni prima dal P. Vicario Generale, P. Maria Eugenio - da sua Ecc. Mons. Enrico Romolo Compagnone , Vescovo di Anagni, il cui ricordo rimarrà perennemente vivo nella memoria e nel cuore di tutti coloro che nel nostro Collegio hanno avuto in Lui un impareggiabile maestro, confratello e collega d'insegnamento), devotamente ascoltata dai Padri Capitolari, convenuti ormai a Roma, e accompagnata da scelti brani di musica sacra eseguiti dalla sempre fiorente "Schola poliphonica" del Collegio, sotto la direzione dell'insigne musicologo e compositore P. José Domingo di S. Teresa, della Provincia di Navarra, allora direttore e professore di musica sacra nel nostro Collegio, e ormai tornato in Provincia dopo due anni di proficuo insegnamento impartitoci con sempre giovanile entusiasmo, malgrado i suoi 65.

La cerimonia dell'inaugurazione ufficiale propriamente detta ebbe luogo nel pomeriggio verso le ore 17, e fu semplice in quanto alla sostanza ma solenne per le circostanze e le personalità intervenute. La sostanza si ridusse alla benedizione rituale della nuova Cappella del Collegio e dell'annesso chiostro centrale, impartita secondo le prescrizioni del Rituale Romano da sua Eminenza il Cardinal Piazza , rivestito dai paramenti sacri e accompagnato "a dextris et a sinistris" da due Padri Capitolari in cotta (furono i PP. Pier Tommaso Socio della Provincia di Castiglia e Rodrigo Missionario di Vijayapuram), e da un nugolo di ceroferari agli ordini del P. Vice-Rettore, ormai consacrato cerimoniere per le grandi occasioni. Compiuta la cerimonia liturgica, Sua Eminenza dette pubblica lettura, davanti a tutta l'eletta adunanza, di un paterno telegramma di augurio e di benedizione del Sommo Pontefice Pio XII .

Altare della Cappella:   01  

La cerimonia rivestì peculiare solennità per il numero e la dignità delle persone che, invitate dai nostri Superiori, furono presenti ad essa. Possiamo ricordare fra le altre le loro Eminenze i Cardinali Cicognani e Masella, sua Ecc. Mons. Enrico Compagnone, il Rev.mo P. Priore Generale dei Carmelitani dell'Antica Osservanza accompagnato da un Definitore Generale - della cui presenza, oltremodo gradita, fummo grandemente onorati -, il Rev.mo P. Arcadio Larraona Segretario della Sacra Congregazione dei Religiosi, e parecchie altre personalità in rappresentanza di altri Dicasteri Romani e Ordini Religiosi quali i Gesuiti, Domenicani, Francescani, Cappuccini, Serviti, ecc. ecc. - Tra le personalità civili furono presenti, sua Eccellenza il Dott. Luis Alfonso Ortiz Bilbao, Ambasciatore dell'Equatore presso la Santa Sede con la Consorte (il cui albero genealogico vanta tra i suoi antenati il fratello stesso della nostra Santa Madre Teresa, Lorenzo de Cepeda, che stabilì la sua dimora familiare in Quito e fu Tesoriere e Sindaco della città per vari anni), l'On. Romani, rappresentante del Governo Italiano, il gruppo degli architetti fiorentini ideatori del nuovo edificio, e non poche altre persone più o meno illustri. Naturalmente, il nucleo principale e più cospicuo degli assistenti era formato dai quasi 200 religiosi dell'Ordine: i Capitolari, il Collegio Internazionale al completo, e parecchi religiosi della Provincia Romana. Ed era uno splendore vedere insieme tante cappe bianche.

Alla vigilanza e protezione della casa e dei dintorni, data la presenza di tali personalità, aveva provveduto la Direzione di Pubblica Sicurezza, inviando sul posto un nutrito gruppo di agenti di polizia in divisa e in borghese, onde evitare qualsiasi possibile incidente spiacevole.

Al termine della cerimonia liturgica tutti gli intervenuti furono invitati ad un modesto e fraterno rinfresco, previamente preparato nell'ampio corridoio antistante alla nuova Cappella ed elegantemente servito da ben attillati camerieri in guanti bianchi.

In seguito non pochi degli intervenuti si recarono a visitare le varie dipendenze del Collegio, e siccome da tale visita non erano escluse le signore - non essendo ancora stata stabilita la clausura papale - non poche di esse approfittarono della preziosa occasione per soddisfare la loro proverbiale, e d'altronde legittima, curiosità.

Tutto si svolse con ordine, discrezione e gentilezza, mercè l'accuratissimo servizio d'ordine interno, sapientemente predisposto dal P. N. Rettore per quanto potesse occorrere, (ricevimento degli invitati, disposizione nella cappella, accompagnamento dei visitatori, ecc.), e così non si dovette lamentare il più piccolo incidente all'infuori della momentanea sparizione (piuttosto non ritrovamento), al momento del commiato, di un cappello cardinalizio. La cosa però non ebbe maggiori conseguenze, poiché il cappello fu ritrovato. Insomma tutto si svolse perbene, e tutti gli intervenuti rimasero edificati, lieti e gradevolmente impressionati della semplicità e brevità della cerimonia liturgica, come dell'accoglienza fraterna, dell'austera bellezza monacale del nuovo edificio, e dell'incantevole panorama che vi si gode d'intorno.

La dedicazione ebbe poi il suo complemento il giorno seguente, 25 Aprile, con una Messa prelatizia - la prima celebrata nella nuova Cappella - di sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Piazza, con assistenza dei Padri Capitolari e di tutto il Collegio e accompagnata pure da scelti mottetti, al termine della quale il P. Rettore, P. Filippo della SS. Trinità, rivolse a tutta l'eletta assemblea - presente anche Sua Eminenza - un denso discorso in lingua latina.

Altre foto:   01   02   03   04   05  

Traslazione della salma di P. Silverio, dal Cimitero del Verano alla Cappella funeraria del Teresianum:  01   02  03

 

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